GLI SCARTI E LO SCARTO QUADRATICO MEDIO

Supponiamo di aver ricavato N misure della stessa grandezza x: da queste abbiamo poi calcolato la miglior stima attraverso la media e ora ci apprestiamo a dare una valutazione dell'incertezza da associare a tale stima.
Iniziamo col considerare una prima quantità chiamata scarto o deviazione. Tale grandezza è così definita:

= -

Questa differenza ci da una indicazione di quanto la i-esima misura differisce dalla media: in generale se tutti gli scarti sono molto piccoli allora le nostre misure saranno tutte vicine e quindi presumibilmente molto precise. Al di là del valore numerico degli scarti, sinonimo di precisione o meno nelle misure, è interessante notarne il segno: le deviazioni possono essere infatti sia positive che negative a seconda che l'i-esimo dato cada a destra o a sinistra della media.
Questo ci complica un pò la vita: infatti se volessimo provare a valutare l'incertezza attraverso una media dei singoli scarti ci accorgeremmo subito che la media degli scarti è uguale a zero.
Non dovremmo però rimanere troppo stupefatti davanti a questo risultato in quanto la media, per sua definizione, è tale percui i dati si distribuiscono sia alla sua sinistra che alla sua destra facendo si che la somma tra gli scarti negativi e quelli positivi sia appunto nulla.

Come ovviare allora a questo inconveniente se riteniamo che gli scarti costituiscano un buon punto di partenza per lo studio dell'incertezza da associare alla media?
Il modo più semplice per salvare capra e cavoli è quello di elevare al quadrato le singole deviazioni ottenendo tutte quantità positive e quindi in grado di essere sommate tra loro senza incorrere in un risultato nullo.
Dopodichè si può passare a calcolare la media estraendone la radice quadrata per ottenere una grandezza compatibile, a livello di unità di misura, con quella di partenza: la grandezza così ottenute è detta deviazione standard.

La deviazione standard così ottenuta si rivela molto utile per quantificare l'intervallo entro il quale si distribuiscono le varie misure: in particolare vedremo, attraverso lo studio della distribuzione normale che il 68% delle nostre misure dovrebbe trovarsi all'interno dell'intervallo centrato sulla media e di estremi + e -. Si può inoltre assumere la deviazione standard come errore da associare al valore medio della misura: così facendo siamo sicuri al 68% di aver individuato l'intervallo entro il quale il valore vero della grandezza dovrebbe cadere.


Errori assoluti e relativi
Deviazione standard della media
Note